8.6.16

Gilles Deleuze - L'immagine-movimento (Cinema 1) - Einaudi, 2016 Nuova edizione (traduzione J.P. Manganaro)


Questo studio non è una storia del cinema. È una tassonomia, un tentativo di classificazione delle immagini e dei segni. Ma questo primo volume deve accontentarsi di determinare gli elementi, e soprattutto gli elementi di una sola parte della classificazione. Faremo spesso riferimento al logico americano Peirce (1839-1914), perché ha stabilito una classificazione generale delle immagini e dei segni che è indubbiamente la piú completa e la piú varia. È come una classificazione di Linneo in storia naturale o, meglio, una tavola di Mendeleev in chimica. Il cinema impone nuovi punti di vista su questo problema.
Un altro confronto si impone con pari forza. Nel 1896 Bergson scriveva Materia e memoria: era la diagnosi di una crisi della psicologia. Non si potevano piú opporre il movimento come realtà fisica nel mondo esterno e l’immagine come realtà psichica nella coscienza. La scoperta bergsoniana di un’immagine-movimento, e piú profondamente di un’immagine-tempo, conserva ancora oggi una tale ricchezza che forse non se ne sono tratte tutte le conseguenze. Malgrado la critica troppo sommaria che Bergson farà un po’ piú tardi del cinema, niente può impedire la congiunzione dell’immagine-movimento, quale egli la considera, e dell’immagine cinematografica.
In questa prima parte tratteremo dell’immagine-movimento e delle sue varietà. L’immagine-tempo sarà l’oggetto di una seconda parte. Ci è sembrato che i grandi autori di cinema avrebbero potuto essere paragonati non soltanto a pittori, architetti, musicisti, ma anche a pensatori. Essi, invece di pensare per concetti, pensano per immagini-movimento e immagini-tempo. La grande abbondanza di inconsistenza nella produzione cinematografica non rappresenta un’obiezione: essa non è peggiore che altrove, benché abbia conseguenze economiche e industriali non confrontabili. I grandi autori di cinema sono dunque soltanto piú vulnerabili, ed è infinitamente piú facile impedirgli di realizzare la loro opera. La storia del cinema è un lungo martirologio. Ciononostante il cinema fa parte della storia dell’arte e del pensiero, sotto le forme autonome insostituibili che questi autori hanno saputo inventare e, malgrado tutto, imporre. Non offriamo alcuna riproduzione che illustri il nostro testo, perché proprio il nostro testo vorrebbe essere un’illustrazione di grandi film di cui ognuno di noi serba piú o meno il ricordo, l’emozione o la percezione.
Dalla Premessa al volume
***
«Un libro di filosofia deve essere da un lato una specie particolarissima di romanzo poliziesco, dall’altro una sorta di fantascienza […]. Si avvicina il tempo in cui non sarà più possibile scrivere un libro di filosofia come se ne scrivono da un bel pezzo [...]. La ricerca di nuovi mezzi di espressione fu instaurata da Nietzsche, e deve essere oggi proseguita in relazione con il rinnovamento di altre arti, quali il teatro o il cinema».
Gilles Deleuze, Differenza e ripetizione

«C’è dunque questo libro unico, portatore di un gesto unico: Deleuze, un bel giorno, dopo aver visto molti film nella sua vita di filosofo, si decide a prendere in braccio il corpo del cinema, quasi un secolo di cinema, per tentare di dirne qualcosa, non solo perché avrebbe a sua volta, come altri, delle idee sul cinema, ma per riconsiderare a modo suo il campo del cinema. Questo presuppone uno sforzo straordinario e molto particolare, che intavoli sul vivo la questione del rapporto tra la filosofia e il cinema. Da una parte c’è la filosofia, molte volte definita da Deleuze come un'invenzione di concetti. Dall’altra c’è il cinema, che si tratta di pensare nella misura in cui già il cinema pensa, non solo grazie alla riflessività su se stesso di cui ha dato tanta prova, ma in quanto il cinema, come ogni arte, pensa di per sé attraverso i film dei grandi cineasti. 
[…]
La cosa stupefacente, emozionante di questo libro sta perciò nel provare a qual punto si è continuamente presi nella tassonomia, poiché i concetti si ordinano e progrediscono gli uni in rapporto agli altri, ma in proporzione al fatto che ogni concetto è immediatamente incarnato in un nome, nei corpi, in un’opera, in un corpo di opere o di epoche. L’immagine-pulsione, per seguire quest’esempio, mette dunque in gioco prima Stroheim, poi Buñuel, poi Losey, tutti e tre definiti con posizioni minuziosamente concatenate in un sistema rigido e aperto, simile a un colpo di dadi lanciato ogni volta in quella maniera strutturalista deviata e rivitalizzata, che costituisce il nucleo del pensiero di Deleuze e che diventa lo strumento dell’energia che lo alimenta. Un’altra cosa colpisce e sorregge la lettura: in questa storia nessun cineasta è mai oggetto di alcun giudizio di valore, se non quello che esce dalla classificazione e dalla genealogia».
Raymond Bellour, Pensare, raccontare. Il cinema di Gilles Deleuze
       [trad. it. di Raoul Kirchmayr, comparsa in «aut aut», 276/1996].
*** 
«Da un polo all’altro, lo spettatore di cinema trova infine qui, nel libro, ciò che provava là, seduto nella sala buia. Prova ciò che non può essere saputo quando si legge la sceneggiatura, né quando si parla del film, ancor meno quando si guarda un fotogramma, ma che viveva nell’immagine e nel tempo di quel momento. Ritrova dunque nel libro ciò che del cinema ogni film implica. Tale è la polarità dalla sala al libro. Ma, secondo la topologia del ripiegamento, lo spettatore nel libro apprende filosoficamente l’immagine e il tempo della vita, di cui la sala gli ha solo offerto l’esperienza».
François Regnault, La vie philosophique, «Magazine littéraire», 257, 1988.

31.5.16

OUT NOW! - MONETA, RIVOLUZIONE E FILOSOFIA DELL'AVVENIRE (RIZOSFERA/OBSOLETE CAPITALISM FREE PRESS, 2016) - E.book 4 Free Download


E' finalmente disponibile online l'antologia e.book curata dal collettivo Obsolete Capitalism e intitolata «Moneta, rivoluzione e filosofia dell'avvenire. Nietzsche e la politica accelerazionista in Deleuze, Foucault, Guattari, Klossowski» (Edizioni Rizosfera/Obsolete Capitalism Free Press, 2016).

Gli autori sono: Algorithmic Committee, Sara Baranzoni, Edmund Berger, Lapo Berti, Paolo Davoli, Ettore Lancellotti, Network Ensemble, Obsolete Capitalism, Obsolete Capitalism Sound System, Letizia Rustichelli, Francesco Tacchini, Paolo Vignola. 


CLICCA QUI PER SCARICARE/ FREE DOWNLOAD


Moneta, rivoluzione e filosofia dell’avvenire
a cura di Obsolete Capitalism


Siamo proiettati a velocità fotonica nella comunicazione istantanea e nel controllo continuo mentre le forme di dominio rapido appaiono inarrestabili. Il museo delle ideologie si riempie di concetti in via di esaurimento quali capitalismo, neoliberismo, marxismo, keynesismo. Ora, con più esattezza, il sistema modula i vari flussi che innervano il pianeta: Moneta, Ricerca, Controllo, Informazione, Circuito sono i vecchi nomi che attraverso una nuova velocità producono potere. Maggiore è l’immanenza del Mercato, maggiore è la probabilità che al conflitto si sostituisca l’interruzione, il virus, la fuga di notizie, l’invisibilità, il fuori-circuito, la biforcazione. Uno squarcio nella «zona grigia» dell’egemonia.


Gli autori del libro Moneta, rivoluzione e filosofia dell’avvenire indagano alcune aree poco battute di politica accelerazionista attraverso linee teoriche contagiate dalle filosofie più visionarie: Nietzsche, Klossowski, Deleuze, Guattari, Foucault. Più che analizzare la grande trasformazione culturale in atto, la presente antologia evidenzia i pericoli in cui incorre il pensiero del futuro quando ancora mantiene pratiche, schemi e linguaggi di un’epoca industriale e post-industriale che mostra in tutti i suoi aspetti una crisi perpetua. Siamo tutti coinvolti nel duro intreccio di liberazioni insperate e nuovi asservimenti che ci prospetta la presentificazione del futuro da parte della tecnologia a linguaggio numerico, ma - come afferma Deleuze - «non è il caso né di avere paura, né di sperare, bisogna cercare nuove armi». Sperimentare è dunque il primo impegno politico e filosofico per un futuro differente.

5.5.16

Contact Festival @Apiary Studios, London, 6-8 May 2016


A festival of experimental film and video showing the work of over 70 artists/ filmmakers, featuring single-screen films, multi-screen/performance-related works and site-specific installations. Accompanied by a publication including discussion pieces by Luke Aspell and collective-iz (on collective practices), Sally Golding, James Holcombe and Cathy Rogers (on different manifestations of contemporary expanded cinema), and short essays by Maria Palacios Cruz (LUX, Deputy Director), William Fowler (BFI, curator of artists' moving image) and Nicky Hamlyn (filmmaker and writer), plus complete listings.

http://www.contactscreenings.co.ukhttp://www.contactscreenings.co.uk

The Contact festival is programmed by Andrew Vallance and Simon Payne. 

The festival opens on Friday 6th of May at 6pm. 

Installed works exhibited throughout the weekend:

Ian Bourn’s Cornered–2 Mirror Self Portrait; David Cunningham’s CMY; Louisa Fairclough’s Can People See Me Swallowing; Riccardo Iacono’s All For The Captured Time Of Our Being; Jamie Jenkinson’s Oscillating Fans; Conor Kelly’s Room Sound; Gareth Polmeer’s Field/Relation; Cathy Rogers' Between Here, There and This II, Francesco Tacchini and Oliver Smith’s The Network Ensemble; Mark Watson’s Protomoto CCTV; and Ian Wiblin’s City Circular 2016.

On Friday from 6pm, Saturday from 2pm and Sunday from 2pm we are showing single-screen films and expanded cinema/performance pieces at the following times.

Programme of single screen/performance/expanded works for Friday, Saturday and Sunday:

Friday

6pm 
Laura Hindmarsh Exposure Test

6:45 
Kerry Baldry Mumble and Punch
David Leister Blinder
Oliver Bancroft Sunday School with Rev'd Alfred Bissette

7:30
Bea Haut Passage
Jenny Baines Insertional

8:00
Karolina Raczynski and Anita Konarska Body Scan: [A]live Screening

8:30
John Smith Steve Hates Fish
Nick Collins Three Little Pieces

9:00
Sally Golding and Spatial


Saturday

2pm 
Emily Richardson Beach House
Patti Gaal-Holmes Liliesleaf Farm Mayibuye: Double Take

2:40
Jennet Thomas The Unspeakable Freedom Device

3:30
Steve Littman The Enlightenment – New Variations
Nicky Hamlyn Gasometers (Part 2)
Simon Payne Reason’s Code

4:15
George Barber Akula Dream

5:00
Maria Anastassiou Lightning Strikes
Jayne Parker and Joan Key Piano Performance for Tania Chen
Jennifer Nightingale Rectangle Window Arch Window

5:45
Amy Dickson North, South, East, West 

6:15
Mary Stark Film As Fabric

7:00
Małgorzata Drohomirecka Untitled
Samantha Rebello Midas (I)
Anna Thew Prometheus’ Stolen Time

7:45
Malcolm Le Grice The Probability of God is About Zero
Karen Mirza and Brad Butler Everything for Everyone and Nothing for Us

8:15
James Holcombe and Secluded Bronte Against Cinema

9:00
Lynn Loo Washi # 2 (extended version)
Guy Sherwin Looped Leaders


Sunday

2pm
Hilary Koob-Sassen Transcalar Investment Vehicles

3:00
Luke Aspell Alexander Berkman
Marek Budzynski A Little Bathroom Film
Adam Kossoff Fragmented Forest

3:30
Savinder Bual Agni
Matthew Noel-Todd Untitled (iPhone)
Heather Phillipson FINAL DAYS: UNDERWEAR

4:00
Daniel Brackenbury and Joe Gilmore Under Glass
Andrew Vallance Commonwealth Archipelago
Ben Rivers Things

5:00
Duncan Reekie Over and Over Again
William Raban Time And The Wave
Deniz Johns Media Blackout I

5:30
Francesco Tacchini and Oliver Smith The Network Ensemble

6:00
Steven Ball and Martin Blažíček More Speakers

6:45
Andrea Luka Zimmerman Towards Estate
Lis Rhodes Journal of Disbelief 

7:30
Laura Wilson 800 Lights in 177 years

8:00
Karel Doing Pattern/Chaos

8:30
Vicky Smith and Bouche Bée Primal 1

9:00
Greg Pope and Kostis Kilymis Cipher Screen 16